Il post nord-est , lo spazio astratto della SR11
Il Nordest, archiviata l’era dei decenni di crescita record, caratteristici della “Locomotiva d’Italia”, attraversa oggi un periodo di normalizzazione che presenta il bilancio di un’economia che lo ha consumato rabbiosamente e di uno spazio decisamente ineccepibile, quanto calcolatamente posticcio. Allo stato delle cose, sembrerebbe più appropriato riferirsi a un post-Nordest e adottare un approccio rivolto a decostruire le idee circolanti in merito all’esclusività degli spazi e alle identità del Nordest.
Note biografiche del relatore
Guido Borelli, sociologo urbano, si è laureato in architettura al Politecnico di Torino con Giorgio Ceragioli discutendo una tesi sull’autocostruzione ed è dottore di ricerca in Pianificazione Territoriale con una dissertazione sulle politiche delle emergenze. Ha insegnato sociologia urbana in numerose università italiane (Cagliari, Piemonte Orientale, Politecnico di Torino, Statale di Milano) e, dal 2015, è titolare della cattedra in sociologia presso l’Università Iuav di Venezia, dove è anche professore associato e vicecoordinatore del Dottorato in Pianificazione e Politiche Pubbliche del Territorio. È lecturer in Social Innovation alla Venice International University. Prima dell’attività di insegnamento universitario, tra il 1983 e il 1990, Borelli ha lavorato con il designer milanese Ettore Sottsass. Oggi i suoi interessi di studio e di ricerca si concentrano principalmente sulla critica marxista della politica economica urbana e sulle implicazioni del sistema capitalista nella vita quotidiana. È autore di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali sull’opera del filosofo francese Henri Lefebvre, di cui ha recentemente introdotto e curato la traduzione italiana di Éléments de rythmanalyse (Lettera ventidue).

