LA LINGUA DEI LUOGHI DI LUIGI MENEGHELLO
Da Malo all’Altipiano di Asiago fino alla Reading, UK, degli anni Cinquanta. I luoghi attraversati da Luigi Meneghello diventano non solo matrici di un racconto memoriale e autobiografico ma, anche, strutture attive nella configurazione del suo originale impasto linguistico di italiano, dialetto e inglese.
Come parla il paesaggio agli scrittori? E in che modo gli scrittori dialogano con questa voce? Nella letteratura italiana, il paesaggio difficilmente si limita a svolgere una funzione di sfondo, configurandosi piuttosto come una presenza attiva.
Partendo dall’esperienza di Luigi Meneghello – dall’infanzia a Malo, passando per la Resistenza nell’Altipiano di Asiago, fino al dispatrio in Inghilterra dagli anni Cinquanta – e attraverso la lettura e analisi ravvicinata di alcuni passi tratti da Libera nos a malo, I piccoli maestri e Il dispatrio, l’intervento intende mostrare come i luoghi attraversati dall’autore operino su un duplice piano: da un lato come matrici della memoria e della costruzione autobiografica; dall’altro come forze determinanti nella configurazione dell’originale impasto linguistico meneghelliano, tra italiano, dialetto e inglese.
Partendo dall’esperienza di Luigi Meneghello – dall’infanzia a Malo, passando per la Resistenza nell’Altipiano di Asiago, fino al dispatrio in Inghilterra dagli anni Cinquanta – e attraverso la lettura e analisi ravvicinata di alcuni passi tratti da Libera nos a malo, I piccoli maestri e Il dispatrio, l’intervento intende mostrare come i luoghi attraversati dall’autore operino su un duplice piano: da un lato come matrici della memoria e della costruzione autobiografica; dall’altro come forze determinanti nella configurazione dell’originale impasto linguistico meneghelliano, tra italiano, dialetto e inglese.
Marta Pozzolo si laurea in Lettere e Filologia Moderna presso l’Università di Padova. Grazie a una scholarship dell’Arts & Humanities Research Council, consegue un dottorato in Italian Studies presso l’Università di Reading, in Inghilterra, approfondendo la diaspora degli intellettuali italiani in Gran Bretagna nel secondo dopoguerra. Ha pubblicato la monografia Luigi Meneghello. Un intellettuale transnazionale (Ronzani, 2020) che ricostruisce l’esperienza del dispatrio di Meneghello, utilizzandola come chiave di lettura dell’intera produzione letteraria dell’autore.

