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Italia Nostra segnala all’UNESCO il pericolo in corso per la città e le ville del Palladio

Il 18 marzo scorso Italia Nostra ha inoltrato all’UNESCO un’ email segnalando la situazione di pericolo del sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio” con riferimento al progetto definitivo dell’AV/AC (TAV) che attraverserà Vicenza e alla Variante al Piano degli interventi della Città Storica ora in corso.
L’8 maggio 2024 si è svolta l’udienza avanti al TAR del Lazio sul ricorso presentato da Italia Nostra per l’annullamento dell’ordinanza del commissario straordinario che ha approvato il progetto definitivo dell’AV/AC attraversamento di Vicenza.
Il TAR ha ordinato alle controparti di Italia Nostra (IRICAV 2, RFI spa e Italferr spa) di produrre 13 documenti ritenuti utili per decidere rinviando all’udienza del 17 luglio 2024.

Pubblichiamo il testo della lettera inviata all’UNESCO:

 

Italia Nostra APS è la più antica associazione nazionale che si occupa della tutela del patrimonio culturale e ambientale, riconosciuta nel 1958 con decreto del Presidente della Repubblica. Italia Nostra manifesta viva preoccupazione per il sito Unesco “ Città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto” che si ritiene sia gravemente minacciato dalle decisioni delle Amministrazioni Pubbliche e del Ministero della Cultura del Governo Italiano.
Il contesto particolare della città di Vicenza sotto il profilo paesaggistico e storico monumentale, con il colle di Monte Berico, le sue ville storiche e l’antico santuario settecentesco costruito sulla sommità, costituisce un unicum paesaggistico e identitario con la Città storica. Il landscape di Vicenza è inoltre caratterizzato dalle montagne che chiudono lo scenario a nord della città e dalla campagna in cui sorgono le Ville venete tra cui, in particolare, la Villa Rotonda del Palladio, sita a circa un chilometro dalla stazione ferroviaria di Vicenza.


LINEA AV/AC : Lotto 2°- Attraversamento di Vicenza
E’ stato approvato il 15 luglio 2023 il progetto ferroviario definitivo del 2° Lotto della linea AC/AV denominato “Attraversamento di Vicenza”, che prevede opere che determineranno una grave e irreversibile alterazione del contesto paesaggistico e monumentale di Vicenza.
Sono previste barriere antirumore alte fino ai 7,50 mt lungo tutto il tracciato della linea ferroviaria AV/AC che corre all’interno della città, con la conseguenza che i coni visivi dal colle di Monte Berico verso la Città storica e dalla Città storica verso Monte Berico saranno interrotti o comunque alterati dalla vista delle barriere antirumore; verrà inoltre realizzato il “cavalcaferrovia Maganza” di fortissimo impatto paesaggistico sia rispetto alla vicina chiesa proto-cristiana dei santi Felice e Fortunato sia rispetto allo stesso colle di Monte Berico.
Vari altri prospetti di Ville Venete lungo il tracciato della linea AV/AC (Villa Bonin, Villa Caimpenta) saranno alterati dalla posa di alte barriere antirumore in prossimità ad esse che ne cambieranno la percezione visiva.
Tutti i rendering del progetto, in particolare della stazione, del Campo Marzo, delle barriere a Villa Bonin e lungo la città, non rappresentano un’immagine reale della trasformazione che avverrà in città.
A seguito della missione ICOMOS / UNESCO del 28-31 marzo 2017 l’UNESCO aveva formulato le seguenti raccomandazioni rispetto alla Linea ferroviaria AC/AV Milano-Venezia o linea Alta Velocità /Alta Capacità :
Raccomandazione 7)
“La progettazione della nuova Linea ferroviaria di collegamento AC Milano-Venezia dovrebbe continuare con la soluzione basata sull’allineamento della linea AC con la linea storica esistente, sulla stessa altitudine dei binari e la stessa misura dello scartamento così come sulla conservazione dell’attuale stazione ferroviaria di Vicenza. Per non interrompere la continuità del paesaggio e per ridurre al minimo l’impatto, si dovrebbe prestare una particolare attenzione a tutte le costruzioni ingegneristiche, in particolare ai cavalcavia e agli elementi di protezione del rumore”.
Raccomandazione 8)
“Dovrebbero essere sviluppate soluzioni alternative per evitare il ponte alto e lungo sopra i binari a ovest della stazione ferroviaria e il cavalcavia pedonale vicino alla stazione ferroviaria e presentare i progetti al Centro per il Patrimonio dell’Umanità per avere una consulenza”
Rispetto alla raccomandazione 7 dell’UNESCO, non si è ottemperato all’invito a “non interrompere la continuità del paesaggio e a ridurre al minimo l’impatto” prestando “una particolare attenzione a tutte le costruzioni ingegneristiche, in particolare ai cavalcavia e agli elementi di protezione dal rumore” .
Le barriere antirumore previste dal progetto, molto alte e invasive (fino ai 7,50 mt.) rispetto alla percezione dei contesti storico-monumentali e paesaggistici della Città (anche se trasparenti e adattate cromaticamente al contesto), determineranno un grave impatto e una grave frattura con il paesaggio e il contesto storico monumentale della città di Vicenza, alterando irrimediabilmente le prospettive e i coni visuali nonché la percezione del contesto del sito UNESCO sia dalla Città storica verso Monte Berico che da Monte Berico verso la Città storica.
Inoltre la città di Vicenza risulterà inoltre divisa in due dalle barriere alte dai 7,50 mt. lungo tutto il percorso ferroviario.
Anche il progetto di sistemazione della stazione Centrale e dell’area antistante Campo Marzo e viale Roma, previsto nel progetto definitivo approvato, molto diverso da quanto previsto nel progetto preliminare, non ottempera la raccomandazione 7.
E’ prevista la realizzazione di pensiline, sottopassi pedonali e veicolari, accessi a scale mobili sotterranee sull’area di Campo Marzo, sottoposta a vincolo paesaggistico con Decreto Ministeriale del Ministro per la Pubblica Istruzione in data 14 dicembre 1955, senza che ci sia stata una pronuncia di compatibilità di tale progetto col vincolo paesaggistico da parte dell’Autorità competente.
Queste opere previste dal progetto per la Stazione, oltre alla sagoma progettata dell’edificio della stazione ferroviaria e alla sua configurazione architettonica e prospettica, alterano gli equilibri paesaggistici e visuali esistenti verso il Monte Berico, in particolare rispetto al settecentesco santuario sovrastante .
Segnaliamo che il rendering da Viale Roma alla stazione ferroviaria di Vicenza rappresentato nella fig. 10 del Rapporto Tecnico ICOMOS 17.1.2024, non è realistico.
La Relazione di RFI avente ad oggetto la “verifica di ottemperanza alle prescrizioni della delibera CIPE n. 64/2020-Adempimento alla disposizione 2.5.5: rispondenza alle raccomandazioni n. 7 e 8 del report WHC/ICOMOS 2017 e della HIA 2017” omette di riportare che esiste il vincolo paesaggistico del 1955 sull’area di Campo Marzo interessata dagli interventi trasformativi e disattende la prescrizione n. 63 del progetto preliminare prevedendo nella progettazione architettonica della stazione e degli spazi esterni di pertinenza, comprese le fermate della linea TPL (Trasporto pubblico Locale), interventi non coerenti e non in armonia sia con i valori tutelati dall’UNESCO sia con la tutela posta dal vincolo paesaggistico sull’area di Campo Marzo (ad esempio per la previsione di rialzi per banchine, pensiline e manufatti di ricarica elettrica per la linea TPL, oltre che per il tracciato della stessa).
La medesima Relazione, rispetto alla prescrizione del progetto preliminare “n. 43 – Verifica interesse culturale” per gli immobili sottoposti alle disposizioni del D.Lgs. 42/2004 quali beni culturali, non riporta nell’elenco dei manufatti vincolati la Galleria ferroviaria storica della linea Milano-Venezia adiacente al Centro Storico di Vicenza in prossimità della Stazione, il Cavalcavia della linea Milano-Venezia e il Muro di sostegno della linea Milano-Venezia dichiarati di interesse culturale, e pertanto sottoposti a vincolo storico culturale, ai sensi degli artt. 10 e 12 del D.Lgs. 42/2004 con provvedimento del Presidente della Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Veneto del Ministero della Cultura in data 27 luglio 2022 .
Rispetto alla raccomandazione 8 dell’UNESCO anche la nuova soluzione progettuale del “Cavalcaferrovia Maganza” non riduce l’impatto visuale dell’opera rispetto ai coni visivi di Monte Berico e dell’adiacente complesso monumentale di San Felice, sito all’interno della Buffer Zone del World Heritage Property. E’ quindi rimasta disattesa la raccomandazione 8 che invitava a sviluppare soluzioni alternative per evitare la realizzazione del “Cavalcaferrovia Maganza” e a “presentare i progetti al Centro per il Patrimonio dell’Umanità per avere una consulenza” .
E’ stato elaborato un progetto da parte di tecnici della città di Vicenza che dimostra come sia possibile collegare via Maganza con la stazione ferroviaria attraverso un tunnel artificiale di 130 metri. L’affermazione contraria di IRICAV2 è sprovvista di adeguati elementi tecnici. Oggi l’ingegneria civile è in possesso di tecnologie e apparecchiature idonee a superare ogni difficoltà nel campo dell’idraulica e della idrogeologia. La Rocksoil con il Prof. Ing. Lunardi (progetto Cityringen) sta realizzando a Copenaghen due tunnel di 17,2 km alla profondità di 30 mt . (All.)
Anche tutto l’attraversamento di Vicenza può essere realizzato in galleria, conservando l’attuale stazione ed eliminando tutti gli elementi di impatto per la città.
Va infine segnalato che l’ordinanza del Commissario straordinario del Governo Italiano con la quale è stato approvato il progetto definitivo, oltre a non osservare le prescrizioni n. 43 e n. 63 sopra indicate, non ha ancora recepito i pareri e le prescrizioni del Ministero della Cultura e della Soprintendenza competente per quanto riguarda il progetto di attraversamento della linea TPL (Trasporto Pubblico Locale) , in merito a quanto dettato dalla prescrizione n. 44 della Delibera CIPE n. 64/2020 con la quale è stato approvato il progetto preliminare: “(…) dovranno essere ulteriormente approfonditi e presentati per le valutazioni del MIC MiBACT gli elaborati (contenenti planimetrie e sezioni ad una scala di maggior dettaglio …) relativi al tracciato, alle opere complementari ed alla linea TPL in prossimità di Beni Culturali ” .
Italia Nostra il 13 ottobre 2023 ha presentato ricorso avanti il TAR del Lazio per far annullare il progetto definitivo della linea ferroviaria denominata del 2° Lotto – Attraversamento di Vicenza approvato con l’ordinanza n. 15 del Commissario straordinario del Governo italiano perché viola la normativa italiana rispetto alla disciplina del D.Lgs. 163/2006 (“codice degli appalti”), e la normativa italiana ed europea che impone l’applicazione del principio di “non arrecare danno significativo) (“DSNH”) all’ambiente per tutte le opere pubbliche finanziate coi Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (“PNRR”) e per le opere finanziate dal Fondo Complementare al PNRR (D.L.152/2021 convertito dalla L. 233/2021; D.L. 59/2021 convertito con modificazioni dalla L. 101/2021; Regolamenti UE 2020/852 e 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio) .
L’apertura e l’operatività dei cantieri per costruire la linea AV/AC “Attraversamento di Vicenza” programmata per la durata di 9/10 anni causerà infatti elevatissime concentrazioni di inquinanti tra cui PM 2,5 e PM 10 e, in particolare CO2 nell’atmosfera della Città di Vicenza, già attualmente pregiudicata da livelli molto alti (dai 50 ai 100 microgrammi per più di 50 giorni consecutivi di PM10 e PM2,5) sottoponendo pericolosamente al degrado il patrimonio artistico della città. Inoltre aumenterà il grave inquinamento delle falde acquifere da PFAS, già presente nella zona Ovest di Vicenza attraversata dalla nuova linea AV/AC, e dell’atmosfera della Città essendo previsto l’uso dell’acqua (per nebulizzazione) per abbattere le polveri provocate dall’abbattimento di 100 edifici della città.
VARIANTE PARZIALE AL PIANO DEGLI INTERVENTI – CITTA’ STORICA
Nel novembre 2023 il Comune di Vicenza ha adottato una Variante al Piano del Centro Storico vigente dagli anni Settanta (il cosiddetto Piano Coppa, dal nome del progettista) e che ha finora salvaguardato i tratti urbanistici caratteristici del Centro Storico di Vicenza, e impedito interventi edilizi che avrebbero potuto alterarne gravemente i connotati.
Malgrado la nuova disciplina attribuisca ai singoli nuovi progetti presentati l’applicazione di una serie di casistiche esemplificate in base a criteri di coerenza strettamente correlati alle relative aree di pertinenza, ciononostante si ritiene che la Variante consenta ai singoli progettisti un margine discrezionale troppo ampio.
Conclusioni
Per quanto sopra riferito Italia Nostra APS chiede l’intervento dell’UNESCO affinchè
-inviti le Autorità competenti a sottoporre al Centro per il Patrimonio dell’Umanità per una consulenza il progetto definitivo approvato del 2° Lotto denominato “Attraversamento di Vicenza” della linea Ferroviaria AC/AV Milano-Venezia e inviti le stesse Autorità a sospendere l’inizio dei lavori relativi a questo progetto fino a che l’UNESCO non abbia compiutamente esaminato e valutato l’idoneità e conformità dello stesso rispetto alla tutela del sito e degli aspetti paesaggistici e monumentali che lo caratterizzano e qualificano;
– verifichi in accordo con il Comune di Vicenza la Variante parziale del Piano degli interventi adottata nel novembre 2023 per accertare se esso non rechi pregiudizio o presenti, comunque, aspetti critici per la salvaguardia del sito UNESCO.

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